Sentenza del Tribunale (Sesta Sezione ampliata) del 14 settembre 2022.

Priimta 2022-09-14 · ECLI:EU:T:2022:541 · General Court · Kalbos: LT · EN · IT · SV · PL · LV · ET · SL · FR · DE

Byla
T-604/18
Teismas
General Court
Data
2022-09-14
ECLI
ECLI:EU:T:2022:541
Originalas
EUR-Lex ↗
PirmininkasA. MarcoulliTeisėjas · pranešėjasS. Frimodt NielsenTeisėjasJ. SchwarczTeisėjasC. IliopoulosTeisėjasR. NorkusKanclerisC. Kristensen
Santrauka
Rengiama…

SENTENZA DEL TRIBUNALE (Sesta Sezione ampliata)

14 settembre 2022 (*1)

«Concorrenza – Abuso di posizione dominante – Dispositivi mobili intelligenti – Decisione che accerta una violazione dell’articolo 102 TFUE e dell’articolo 54 dell’accordo SEE – Nozioni di piattaforma e di mercato multifaccia («ecosistema») – Sistema operativo (Google Android) – Portale di vendita di applicazioni (Play Store) – Applicazioni per la ricerca e per la navigazione (Google Search e Chrome) – Accordi con i costruttori di dispositivi e con gli operatori di reti mobili – Infrazione unica e continuata – Nozioni di piano globale e di comportamenti attuati nell’ambito della medesima infrazione (pacchetti di prodotti, pagamenti in cambio dell’esclusiva e obblighi antiframmentazione) – Effetti preclusivi – Diritti della difesa – Competenza estesa al merito»

Nella causa T‑604/18,

Google LLC , con sede in Mountain View, California (Stati Uniti),

Alphabet, Inc ., con sede in Mountain View,

rappresentate da N. Levy, J. Schindler, A. Lamadrid de Pablo, J. Killick, A. Komninos, G. Forwood, avvocati, P. Stuart, D. Gregory, H. Mostyn, barristers, e M. Pickford, QC,

ricorrenti,

sostenute da

Application Developers Alliance , con sede in Washington, D.C. (Stati Uniti), rappresentata da A. Parr e S. Vaz, solicitors, e R. Baena Zapatero, avvocato,

da

Computer & Communications Industry Association , con sede in Washington, D.C., rappresentata da E. Batchelor e T. Selwyn Sharpe, solicitors, e G. de Vasconcelos Lopes, avvocata,

da

Gigaset Communications GmbH , con sede in Bocholt (Germania), rappresentata da J.‑F. Bellis, avvocato,

da

HMD global Oy , con sede in Helsinki (Finlandia), rappresentata da M. Glader e M. Johansson, avvocati,

e da

Opera Norway AS , già Opera Software AS, con sede in Oslo (Norvegia), rappresentata da M. Glader e M. Johansson, avvocati,

intervenienti,

contro

Commissione europea , rappresentata da N. Khan, A. Dawes, C. Urraca Caviedes e F. Castillo de la Torre, in qualità di agenti,

convenuta,

sostenuta da

BDZV – Bundesverband Digitalpublisher und Zeitungsverleger eV , già Bundesverband Deutscher Zeitungsverleger eV, con sede in Berlino (Germania), rappresentata da T. Höppner, professore, e P. Westerhoff, avvocato,

da

Bureau européen des unions de consommateurs (BEUC) , con sede in Bruxelles (Belgio), rappresentato da A. Fratini, avvocata,

da

FairSearch AISBL , con sede in Bruxelles, rappresentata da T. Vinje, D. Paemen e K. Missenden, avvocati,

da

Qwant , con sede in Parigi (Francia), rappresentata da T. Höppner, professore, e P. Westerhoff, avvocato,

da

Seznam.cz, a.s ., con sede in Praga (Repubblica ceca), rappresentata da M. Felgr, T. Vinje, D. Paemen, J. Dobrý e P. Chytil, avvocati,

e da

Verband Deutscher Zeitschriftenverleger eV , con sede in Berlino, rappresentata da T. Höppner, professore, e da P. Westerhoff, avvocato,

intervenienti,

IL TRIBUNALE (Sesta Sezione ampliata),

composto da A. Marcoulli, presidente, S. Frimodt Nielsen (relatore), J. Schwarcz, C. Iliopoulos e R. Norkus, giudici,

cancelliere: C. Kristensen, capo unità

vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza che si è svolta dal 27 settembre al 1 o ottobre 2021,

ha pronunciato la seguente

Sentenza

I. Fatti

A. Contesto fattuale

B. Procedimento dinanzi alla Commissione

C. Decisione impugnata

II. Procedimento e conclusioni delle parti

A. Istanze di intervento

B. Svolgimento del procedimento, principali domande di trattamento riservato e istruzione della causa

C. Conclusioni delle parti

III. In diritto

A. Osservazioni preliminari

B. Sul primo motivo, vertente sull’erronea valutazione della definizione del mercato rilevante e dell’esistenza di una posizione dominante

1) Sul vincolo concorrenziale dei SO senza licenza

i) Sulle prove di un vincolo concorrenziale di Apple

ii) Sulla presa in considerazione della sentenza del 22 ottobre 2002, Schneider Electric/Commissione ( T‑310/01 , EU:T:2002:254 ), e sulla coerenza con la prassi decisionale precedente

iii) Sul test SSNDQ

iv) Sulla fedeltà degli utenti per i loro SO

v) Sulla sensibilità degli utenti alla qualità del SO

vi) Sui costi del passaggio a un altro SO

vii) Sull’incidenza della politica tariffaria di Apple

viii) Sul comportamento degli sviluppatori di applicazioni

2) Sul vincolo concorrenziale della licenza AOSP

i) Argomenti delle parti

ii) Giudizio del Tribunale

C. Sul secondo motivo, relativo ai primi abusi, vertente sull’erronea valutazione del carattere abusivo delle condizioni di preinstallazione dell’ADAM

«Esistono (...) delle circostanze che giustificano, per quel che riguarda la vendita abbinata del lettore [Windows Media Player,] un esame più approfondito degli effetti di tale pratica sulla concorrenza. Mentre nei casi classici di vendita abbinata, la Commissione e il giudice [dell’Unione] hanno ritenuto che la vendita abbinata di un prodotto distinto con il prodotto dominante costituisse un indice dell’effetto di esclusione che detta pratica aveva sui concorrenti, [va rilevato invece che], nel caso di specie, gli utenti possono procurarsi – e si procurano in certa misura – lettori multimediali concorrenti [di Windows Media Player] su Internet, talvolta gratuitamente. Vi sono quindi validi motivi per non dare per scontato, senza un’analisi suppletiva, [che] la vendita abbinata di Windows Media Player costituisca un comportamento idoneo, per sua natura, a limitare la concorrenza».

1) Sui primi tre requisiti menzionati nella sentenza del 17 settembre 2007, Microsoft/Commissione ( T‑201/04 , EU:T:2007:289 )

2) Sul requisito relativo alla «restrizione della concorrenza»

i) Pacchetto Google Search‑Play Store

ii) Pacchetto Chrome‑Play Store e Google Search

3) Sul requisito relativo alla mancanza di giustificazioni obiettive

1) Decisione impugnata

2) Sintesi degli argomenti delle parti

3) Giudizio del Tribunale

i) Osservazioni preliminari

ii) Su talune dichiarazioni e informazioni riportate nella decisione impugnata

«Come possiamo risolvere questo problema? Potremmo quanto meno pretendere che [tale servizio] sia precaricato su Android (o su tutte le piattaforme) quale condizione necessaria per qualsiasi contratto GMS?».
«Il precaricamento resta prezioso per gli utenti, e quindi per gli OEM, nonostante la completa disaggregazione [vale a dire il fatto che le applicazioni Google sono non solo preinstallate ma anche disponibili per il download su Play Store], in quanto la maggior parte degli utenti utilizza solo ciò che viene fornito con il dispositivo. Raramente gli utenti cambiano ciò che è predefinito [nel senso di impostazioni predefinite]».
«Abbiamo veramente bisogno di condizioni di esclusiva? La versione attuale [non applicabile negli Stati Uniti] di tali condizioni fornisce più o meno lo stesso risultato. Gli OEM preinstallano [le impostazioni] predefinite in forza dell’ADAM + incentivo per gli operatori sotto forma di ripartizione dei ricavi con non duplicazione + obiettivi di volume [accordi di ricerca] = numerosi ostacoli per un operatore che cerca di modificare i parametri predefiniti. Occorrerebbe più denaro per l’altro motore di ricerca [e/o] convincere gli OEM a chiederci (e a ottenere) una deroga al loro ADAM al fine di autorizzare la preinstallazione di un altro servizio di ricerca con preinstallazione di un altro GMS, [oppure] vendere dispositivi senza alcun GMS installato [requisiti dell’ADAM]. In pratica, non avvengono forniture senza GMS salvo in casi limite, come (in precedenza) America Movil. Tutti i mercati sviluppati hanno utenti che si attendono e esigono GMS».
«[I]l posizionamento privilegiato e le impostazioni predefinite attribuiscono alle applicazioni e ai servizi situati in tali posizioni il vantaggio di essere le prime cose che gli utenti vedono quando iniziano a interagire con i loro dispositivi. È più probabile che gli utenti provino tali applicazioni o servizi a causa della loro grande visibilità e una volta che li hanno utilizzati, continueranno generalmente a farlo. È uno strumento facile per ottenere nuovi utenti e assicurare un’adesione quasi automatica a un’applicazione o a un servizio».
«È particolarmente potente avere un’applicazione precaricata rispetto a un bootstrap o anche a un suggerimento di marketing per utilizzare l’applicazione. Come per qualsiasi servizio, se è a portata di mano, è maggiore la probabilità del suo utilizzo».
«[I]l canale di distribuzione più efficace è la preinstallazione da parte degli OEM. Gli OEM preinstallano principalmente i servizi che possono generare per essi redditi supplementari; il servizio che genera la maggior parte del reddito al riguardo è il nostro servizio mobile di ricerca e i servizi associati. La maggior parte delle nostre discussioni con gli OEM riguarda quindi principalmente la preinstallazione di Yandex Search».

iii) Su taluni confronti effettuati nella decisione impugnata

iv) Su taluni elementi relativi a Chrome

1) Decisione impugnata

2) Sintesi degli argomenti delle parti

3) Giudizio del Tribunale

i) Osservazioni preliminari

ii) Sulla preinstallazione di applicazioni concorrenti

iii) Sull’asserita contraddizione tra il ragionamento relativo agli ARR e l’affermazione secondo cui la preinstallazione di applicazioni concorrenti non sarebbe interessante

iv) Sull’interesse degli OEM alla preinstallazione di applicazioni concorrenti

1) Argomenti delle parti

2) Giudizio del Tribunale

i) Sul download delle applicazioni concorrenti

ii) Sull’accesso ai servizi di ricerca concorrenti attraverso il browser

iii) Sulla confusione tra vantaggio competitivo ed esclusione anticoncorrenziale

iv) Conclusione

1) Argomenti delle parti

2) Giudizio del Tribunale

1) Argomenti delle parti

2) Giudizio del Tribunale

D. Sul terzo motivo, vertente sull’erronea valutazione del carattere abusivo della condizione di preinstallazione unica inclusa negli ARR per portafoglio

1) Sulla natura degli ARR per portafoglio

2) Sulla capacità degli ARR per portafoglio di restringere la concorrenza

3) Sull’esistenza di giustificazioni obiettive

1) Decisione impugnata

2) Argomenti delle parti

3) Giudizio del Tribunale

1) Decisione impugnata

2) Argomenti delle parti

3) Giudizio del Tribunale

i) Sui costi attribuibili ad un concorrente ipoteticamente almeno altrettanto efficiente

ii) Sui ricavi che possono essere ripartiti da un concorrente ipoteticamente almeno altrettanto efficiente

iii) Sulla quota di richieste di ricerca contendibile da parte di un concorrente ipoteticamente almeno altrettanto efficiente

iv) Sulla portata della preinstallazione di un’applicazione di un concorrente ipoteticamente almeno altrettanto efficiente

v) Sull’applicazione temporale del test AEC

vi) Conclusione sulla regolarità del test AEC

E. Sul quarto motivo, vertente sull’errata valutazione del carattere abusivo della subordinazione della concessione delle licenze di Play Store e di Google Search al rispetto degli OAF

1) Argomenti di Google

2) Argomenti della Commissione

1) Sull’esistenza della pratica

2) Sul carattere anticoncorrenziale della pratica

i) Sul carattere anticoncorrenziale degli obiettivi perseguiti

ii) Sulla restrizione della concorrenza

1) Argomenti di Google

2) Argomenti della Commissione

1) Sulla necessità di tutelare la compatibilità all’interno dell’«ecosistema Android» e di prevenire la «frammentazione»

2) Sulla necessità di tutelare la sua reputazione

3) Sulla necessità di eliminare gli effetti di guadagno inatteso

4) Sull’anteriorità rispetto all’acquisizione della posizione dominante e sulla mancanza di inganno

5) Sulla presa in considerazione degli effetti favorevoli alla concorrenza degli OAF

F. Sul quinto motivo, vertente sulla violazione dei diritti della difesa

G. Sulle conseguenze dell’esame dei primi cinque motivi e sul sesto motivo

1) Presa in considerazione del valore delle vendite quale dato iniziale

2) Presa in considerazione della gravità

3) Presa in considerazione della durata

4) Valutazione combinata in considerazione dell’intensità

IV. Sulle spese

Per questi motivi,

IL TRIBUNALE (Sesta Sezione ampliata)

dichiara e statuisce:

Marcoulli

Frimodt Nielsen

Schwarcz

Iliopoulos

Norkus

Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 14 settembre 2022.

Firme

Indice

I. Fatti

A. Contesto fattuale

B. Procedimento dinanzi alla Commissione

C. Decisione impugnata

II. Procedimento e conclusioni delle parti

A. Istanze di intervento

B. Svolgimento del procedimento, principali domande di trattamento riservato e istruzione della causa

C. Conclusioni delle parti

III. In diritto

A. Osservazioni preliminari

a) Modello commerciale incentrato sulla ricerca attraverso Google Search

b) Pratiche adottate durante il passaggio a Internet mobile

c) Infrazione unica che presenta diversi aspetti

a) Controllo approfondito di tutti gli elementi pertinenti

b) Competenza estesa al merito per quanto riguarda l’ammenda

B. Sul primo motivo, vertente sull’erronea valutazione della definizione del mercato rilevante e dell’esistenza di una posizione dominante

a) Nozioni di mercato rilevante, di posizione dominante e di vincoli concorrenziali, in particolare in presenza di un «ecosistema»

b) Mercati distinti, ma interconnessi

a) Sulla ricevibilità della prima parte

b) Sulla fondatezza della prima parte

1) Sul vincolo concorrenziale dei SO senza licenza

i) Sulle prove di un vincolo concorrenziale di Apple

ii) Sulla presa in considerazione della sentenza del 22 ottobre 2002, Schneider Electric/Commissione (T‑310/01, EU:T:2002:254), e sulla coerenza con la prassi decisionale precedente

v) Sulla sensibilità degli utenti alla qualità del SO

2) Sul vincolo concorrenziale della licenza AOSP

i) Argomenti delle parti ii) Giudizio del Tribunale

a) Argomenti delle parti

b) Giudizio del Tribunale

a) Argomenti delle parti

b) Giudizio del Tribunale

C. Sul secondo motivo, relativo ai primi abusi, vertente sull’erronea valutazione del carattere abusivo delle condizioni di preinstallazione dell’ADAM

a) Nozioni di pratica abusiva, di effetti preclusivi e di vendita abbinata, in particolare alla luce della sentenza del 17 settembre 2007, Microsoft/Commissione (T‑201/04, EU:T:2007:289)

b) Decisione impugnata

1) Sui primi tre requisiti menzionati nella sentenza del 17 settembre 2007, Microsoft/Commissione (T‑201/04, EU:T:2007:289)

2) Sul requisito relativo alla «restrizione della concorrenza»

i) Pacchetto Google Search‑Play Store ii) Pacchetto Chrome‑Play Store e Google Search

3) Sul requisito relativo alla mancanza di giustificazioni obiettive

c) Complementarità dei primi abusi

a) Preinstallazione e «status quo bias»

1) Decisione impugnata

2) Sintesi degli argomenti delle parti

3) Giudizio del Tribunale

i) Osservazioni preliminari

b) Possibilità per gli OEM di preinstallare o di impostare come predefiniti servizi di ricerca generale concorrenti

1) Decisione impugnata

2) Sintesi degli argomenti delle parti

3) Giudizio del Tribunale

i) Osservazioni preliminari ii) Sulla preinstallazione di applicazioni concorrenti

iii) Sull’asserita contraddizione tra il ragionamento relativo agli ARR e l’affermazione secondo cui la preinstallazione di applicazioni concorrenti non sarebbe interessante

iv) Sull’interesse degli OEM alla preinstallazione di applicazioni concorrenti

c) Mezzi diversi dalla preinstallazione che consentono di raggiungere gli utenti

1) Argomenti delle parti

2) Giudizio del Tribunale

i) Sul download delle applicazioni concorrenti ii) Sull’accesso ai servizi di ricerca concorrenti attraverso il browser

iii) Sulla confusione tra vantaggio competitivo ed esclusione anticoncorrenziale

iv) Conclusione

d) Mancata dimostrazione del nesso tra le quote di utilizzo e la preinstallazione

1) Argomenti delle parti

2) Giudizio del Tribunale

e) Mancata presa in considerazione del contesto economico e giuridico

1) Argomenti delle parti

2) Giudizio del Tribunale

a) Argomenti delle parti

b) Giudizio del Tribunale D. Sul terzo motivo, vertente sull’erronea valutazione del carattere abusivo della condizione di preinstallazione unica inclusa negli ARR per portafoglio

a) Decisione impugnata

1) Sulla natura degli ARR per portafoglio

2) Sulla capacità degli ARR per portafoglio di restringere la concorrenza

3) Sull’esistenza di giustificazioni obiettive

b) Sulla distinzione tra gli ARR per portafoglio e gli ARR per dispositivi

c) Sui ricavi ripartiti nell’ambito degli ARR per portafoglio

d) Sulla prova del carattere abusivo di un pagamento di esclusiva

a) Argomenti delle parti

b) Giudizio del Tribunale

a) Sulla copertura e sull’impatto degli ARR per portafoglio

1) Decisione impugnata

2) Argomenti delle parti

3) Giudizio del Tribunale

b) Sulla compensazione degli ARR per portafoglio

1) Decisione impugnata

2) Argomenti delle parti

3) Giudizio del Tribunale

i) Sui costi attribuibili ad un concorrente ipoteticamente almeno altrettanto efficiente ii) Sui ricavi che possono essere ripartiti da un concorrente ipoteticamente almeno altrettanto efficiente

iii) Sulla quota di richieste di ricerca contendibile da parte di un concorrente ipoteticamente almeno altrettanto efficiente

iv) Sulla portata della preinstallazione di un’applicazione di un concorrente ipoteticamente almeno altrettanto efficiente

v) Sull’applicazione temporale del test AEC vi) Conclusione sulla regolarità del test AEC

E. Sul quarto motivo, vertente sull’errata valutazione del carattere abusivo della subordinazione della concessione delle licenze di Play Store e di Google Search al rispetto degli OAF

a) Decisione impugnata

b) Argomenti delle parti

1) Argomenti di Google

2) Argomenti della Commissione

c) Giudizio del Tribunale

1) Sull’esistenza della pratica

2) Sul carattere anticoncorrenziale della pratica

i) Sul carattere anticoncorrenziale degli obiettivi perseguiti ii) Sulla restrizione della concorrenza

a) Decisione impugnata

b) Argomenti delle parti

1) Argomenti di Google

2) Argomenti della Commissione

c) Giudizio del Tribunale

1) Sulla necessità di tutelare la compatibilità all’interno dell’«ecosistema Android» e di prevenire la «frammentazione»

2) Sulla necessità di tutelare la sua reputazione

3) Sulla necessità di eliminare gli effetti di guadagno inatteso

4) Sull’anteriorità rispetto all’acquisizione della posizione dominante e sulla mancanza di inganno

5) Sulla presa in considerazione degli effetti favorevoli alla concorrenza degli OAF

F. Sul quinto motivo, vertente sulla violazione dei diritti della difesa

a) Argomenti delle parti

b) Giudizio del Tribunale

a) Argomenti delle parti

b) Giudizio del Tribunale

G. Sulle conseguenze dell’esame dei primi cinque motivi e sul sesto motivo

a) Infrazione commessa intenzionalmente o per negligenza

b) Presa in considerazione della gravità e della durata dell’infrazione

1) Presa in considerazione del valore delle vendite quale dato iniziale

2) Presa in considerazione della gravità

3) Presa in considerazione della durata

4) Valutazione combinata in considerazione dell’intensità

c) Circostanze attenuanti o aggravanti

d) Importo dell’ammenda e solidarietà della Alphabet

e) Adeguatezza della sanzione

f) Carattere sufficientemente dissuasivo della sanzione in considerazione delle dimensioni dell’impresa

g) Conformità al massimale del 10% del fatturato totale

h) Conclusione sulla riforma IV. Sulle spese

(*1) Lingua processuale: l’inglese.

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