Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 29 giugno 2016.

Priimta 2016-06-29 · ECLI:EU:C:2016:483 · Court of Justice · Kalbos: LT · EN · IT · SV · PL · LV · ET · SL · FR · DE

Byla
C-486/14
Teismas
Court of Justice
Data
2016-06-29
ECLI
ECLI:EU:C:2016:483
Originalas
EUR-Lex ↗
PirmininkasK. LenaertsTeisėjasR. Silva de LapuertaTeisėjasM. IlešičTeisėjasL. Bay LarsenTeisėjasJ.L. da Cruz VilaçaTeisėjasF. BiltgenTeisėjasE. JuhászTeisėjasA. Borg BarthetTeisėjasJ. MalenovskýTeisėjasE. LevitsTeisėjasJ.-C. BonichotTeisėjas · pranešėjasA. PrechalTeisėjasC. VajdaTeisėjasS. RodinTeisėjasK. JürimäeGeneralinis advokatasY. BotKanclerisM. Aleksejev
Santrauka
Rengiama…

SENTENZA DELLA CORTE (Grande Sezione)

29 giugno 2016 (*1)

«Rinvio pregiudiziale — Convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen — Articoli 54 e 55, paragrafo 1, lettera a) — Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea — Articolo 50 — Principio del ne bis in idem — Ammissibilità dell’azione penale nei confronti di un accusato in uno Stato membro dopo la chiusura del procedimento penale avviato a suo carico in un altro Stato membro da parte della procura senza un’istruzione approfondita — Assenza di esame della causa nel merito»

Nella causa C‑486/14,

avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dallo Hanseatisches Oberlandesgericht Hamburg (Tribunale regionale superiore di Amburgo, Germania), con decisione del 23 ottobre 2014, pervenuta in cancelleria il 10 novembre 2014, nel procedimento penale a carico di

Piotr Kossowski,

con l’intervento di:

Generalstaatsanwaltschaft Hamburg,

LA CORTE (Grande Sezione),

composta da K. Lenaerts, presidente, R. Silva de Lapuerta, M. Ilešič, L. Bay Larsen, J.L. da Cruz Vilaça e F. Biltgen, presidenti di sezione, E. Juhász, A. Borg Barthet, J. Malenovský, E. Levits, J.-C. Bonichot, A. Prechal (relatore), C. Vajda, S. Rodin e K. Jürimäe, giudici,

avvocato generale: Y. Bot

cancelliere: M. Aleksejev, amministratore

vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 29 settembre 2015,

considerate le osservazioni presentate:

sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza del 15 dicembre 2015,

ha pronunciato la seguente

Sentenza

Contesto normativo

Diritto dell’Unione

La Carta

«Nessuno può essere perseguito o condannato per un reato per il quale è già stato assolto o condannato nell’Unione a seguito di una sentenza penale definitiva conformemente alla legge».

La CAAS

«Una persona che sia stata giudicata con sentenza definitiva in una Parte contraente non può essere sottoposta ad un procedimento penale per i medesimi fatti in un’altra Parte contraente a condizione che, in caso di condanna, la pena sia stata eseguita o sia effettivamente in corso di esecuzione attualmente o, secondo la legge dello Stato contraente di condanna, non possa più essere eseguita».
«1. Una Parte contraente può, al momento della ratifica, dell’accettazione o dell’approvazione della presente convenzione dichiarare di non essere vincolata dall’articolo 54 in uno o più dei seguenti casi:

(...)

«La Repubblica federale di Germania non è vincolata dall’articolo 54 della [CAAS]

Il protocollo che integra l’acquis di Schengen nell’ambito dell’Unione

Il protocollo (n. 19) sull’acquis di Schengen integrato nell’ambito dell’Unione europea

«L’acquis di Schengen si applica agli Stati membri di cui all’articolo 1, fatte salve le disposizioni dell’articolo 3 dell’atto di adesione del 16 aprile 2003 e dell’articolo 4 dell’atto di adesione del 25 aprile 2005. Il Consiglio si sostituisce al comitato esecutivo istituito dagli accordi di Schengen».

Il diritto polacco

«Un procedimento di istruzione definitivamente chiuso può essere riavviato, con ordinanza della procura (...), nei confronti di una persona che è stata oggetto di una procedura di istruzione in qualità di sospettato qualora emergano elementi di fatto o di prova essenziali, che non erano noti durante il procedimento precedente. (...)».
«1. La procura generale può annullare un provvedimento definitivo di chiusura del procedimento di istruzione nei confronti di una persona che è stata oggetto di un procedimento di istruzione in qualità di sospettato qualora accerti che la chiusura del procedimento di istruzione era infondata (…)

Procedimento principale e questioni pregiudiziali

«1)

Se le riserve formulate dalle parti contraenti all’atto della ratifica della CAAS ai sensi dell’articolo 55, paragrafo 1, lettera a), della CAAS – in particolare la riserva [relativa all’articolo 54 della CAAS] – continuino a valere dopo il trasferimento dell’acquis di Schengen nel contesto normativo dell’Unione con il [protocollo (n. 2) che integra l’acquis di Schengen nell’ambito dell’Unione europea], mantenuto dal [protocollo (n. 19) sull’acquis di Schengen integrato nell’ambito dell’Unione europea]; se tali eccezioni costituiscano limitazioni proporzionate all’articolo 50 della Carta ai sensi dell’articolo 52, paragrafo 1, di quest’ultima.

Sulla competenza della Corte

Sulle questioni pregiudiziali

Sulla seconda questione

Sulla prima questione

Sulle spese

Per questi motivi, la Corte (Grande Sezione) dichiara:

Il principio del ne bis in idem sancito all’articolo 54 della Convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell’Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all’eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmata a Schengen (Lussemburgo) il 19 giugno 1990, letto alla luce dell’articolo 50 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, deve essere interpretato nel senso che una decisione del pubblico ministero che pone fine all’azione penale e conclude definitivamente, salvo riapertura o annullamento, il procedimento di istruzione condotto nei confronti di una persona, senza che siano state irrogate sanzioni, non può essere considerata una decisione definitiva, ai sensi di tali articoli, qualora dalla motivazione di tale decisione risulti che il suddetto procedimento è stato chiuso senza che sia stata condotta un’istruzione approfondita, laddove la mancata audizione della vittima e di un eventuale testimone costituisce un indizio dell’assenza di un’istruzione siffatta.

Firme

(*1) Lingua processuale: il tedesco.

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